Pix e Stef:
ovvero due amici "di mail" che hanno cominciato a scrivere insieme e non hanno più smesso...
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Tra poco calerà su di voi l'Ombra della Chimera...
e noi stiamo per trasferirci... 
"Certe volte il mondo sembra mettersi in pausa. Sembra come quelle volte in cui, di spalle alla porta d’ingresso dell’aula, continui a dire peste e corna della Tweenings non rendendoti conto che lei è lì, ti sta guardando. E tu noti l’assoluto silenzio della classe e pensi di essere veramente un grande perchè il silenzio vuol dire attenzione e l’attenzione riesce ad averla solo chi sa il fatto suo.
Allora aumenti anche il tono della voce. E la voce rimbomba, sbatte sulle pareti e ti ritorna indietro neppure avessi il walkman a palla con su il tuo discorso.
Lei non si è spostata, è là, ti lascia continuare perché già sa che arrivato ad un certo punto ti domanderai se davvero tutti pendono dalle tue labbra oppure...
Un attimo di terrore ti corre lungo la schiena, poi un breve riavvolgimento del nastro per chiederti: “Ma cos’è che ho detto?” e quello che riascolti non è mai quello che avresti voluto sentire".
Le avventure quotidiane del vulcanico Aidan, raccontate in prima persona con verve umoristica irresistibile, si trasformano in un ritratto intelligente di quell’Irlanda che, non dimenticando le sue ferite, vuole ricominciare a sperare, senza violenza e senza pregiudizi.
Aidan Sweets ha più di vent’anni, ma non ancora trenta. Vive in una graziosa mansarda nella sua amata Doire (conosciuta ai più come Derry/Londonderry), sempre attraversata dal pigro fiume Foyle.
Si sposta prevalentemente a piedi, per evitare i disagi causati dalle famigerate auto in doppia fila che infestano la cittadina.
Isola per due è il suo primo romanzo: è il primo perché l’ha scritto diversi anni fa; è il suo perché ne è il protagonista.
Ha da poco aperto Tweenings, studio di grafica e illustrazione.
Il 15 Novembre, in un nostro post, denunciavamo l'operazione gazebo berlusconiana come una vera e propria truffa.
Oggi, a conferma del tutto, le dichiarazioni del Silvio nazionale, ma stavolta con i panni del presidente del Milan:
"... Visto che sto girando l`Italia per gazebo, proseguendo sulla linea della democrazia diretta potremmo anche pensare di aprire una sottoscrizione con i tifosi... ".
Insomma, il vecchio slogan "Un euro per rivotare" è presto diventato "Un euro per Ronaldinho".
Perciò, novelli adepti del neonato partito del popolo (o come diavolo si chiama), accorrete con la vostra monetina che la giostra riapre!


"Mi imbarazza dirlo, ma non sono neppure riuscita a finire il secondo libro del Signore degli anelli".
J.K. Rowling
Ora capisco perché io invece non riesco neppure a vedere i film di Harry Potter.
Pix

"... modificazione apportata dalla Camera dei deputati, in occasione dell’esame del disegno di legge finanziaria per il 2008, alla norma che include tra le spese di rappresentanza delle società di capitali anche le perdite fiscali delle società sportive professionistiche controllate, oggetto di consolidamento, specificando al riguardo che tale intervento sembrerebbe avvantaggiare le predette società, attenuando i limiti alla deducibilità delle perdite fiscali riportate..."
Questo l'inciso della risposta del sottosegretario per l'economia e le finanze Tononi all’interrogazione n. 3-01068 del senatore Benvenuto durante la 144ª Seduta della 6ª Commissione permanente FINANZE E TESORO.
Il Sole 24 Ore, nell'edizione on line di oggi , indica i debiti con il fisco di alcune società di calcio (qui il file ).
Questi quelli delle due squadre più importanti della mia regione:
A.S. ROMA SPA 11.723.248,07 euro
S.S. LAZIO SPA 129.136.349,07 euro
Contemporaneamente il Censis, nel suo rapporto annuale, ci ha fatto sapere che 7 famiglie su 100 rischiano di non pagare i debiti alla fine del mese.
... debitori entrambi, secondo voi, chi avrà il trattamento migliore?
... e quale politico si prenderà la briga di fare, anche per questi poveri diavoli, un'interrogazione parlamentare?
"C'è un'architettura del dolore come di ogni altra cosa. Non si può mettere una finestrucola accanto a un'ogiva. Tutto in proporzione. C'è un equilibrio di rapporti anche nelle disgrazie, nelle arcate degli errori umani e delle tragedie, c'è un'armonia che non si può trasgredire"
[Una strana fortuna - Luce D'Eramo]
... è in questi casi che mi rendo conto della potenza della scrittura, voi no?
Dunque la Clementina Forleo verrà trasferita d'ufficio.
Questo ha deciso la prima commissione del CSM.
Non voglio entrare nel merito della vicenda perché non ne ho le competenze e perché, sinceramente, al pari del provvedimento nei confronti di De Magistris, da uomo qualunque percepisco entrambi come un fumoso uso del potere da parte del potere stesso, un sopruso travestito da autotutela, ma tant'è.
Quello che invece mi risulta oltremodo stonato è il tono con cui Letizia Vacca, vicepresidente della prima commissione del CSM nonché membro laico in quota Centrosinistra (ahimè), ha apostrofato la Forleo e De Magistris:
"... sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici, ma perché si basano su posizioni e non su prove...".
Ecco, queste parole, dette oltretutto quando ancora non c'era l'ufficialità della decisione del CSM, sono state sia gratuite che sciocche perché lasciano il fianco a chi la magistratura ha tentato e tenta ogni giorno di impallinare: troppo semplice per costoro, giunti a questo punto, dire che se esistono cattivi magistrati, esiste pure una cattiva magistratura.
All'interno delle crepe aperte da giudizi così sommari, faranno presto i politici corrotti, i mafiosi, gli intermediari d'ogni genere a far leva per la difesa d'ufficio, quella che l'opinione pubblica non lesina mai, quella che sovente sentenzia per sentito dire.
Per tutti loro, da oggi in poi, sarà superfluo esibire la bugia della propria innocenza perché sarà il giudice ad essere colpevole, non più loro.


"Primero mataremos a todos los subversivos, luego mataremos a sus colaboradores, después a sus simpatizantes, enseguida a aquellos que permanecen indiferentes y finalmente a los tímidos."
Generale Ibérico Saint Jean, governatore di Buenos Aires (1977)
Sarà sulla base dei crimini commessi contro l'umanità con il Plan Condor (una sorta di coordinamento fra tutte le polizie delle dittature dei paesi sudamericani per la persecuzione degli oppositori politici) che finalmente Jorge Rafael Videla, dittatore argentino dal 1976 al 1983, sarà processato.Parlando con la gente dei bar o quella dei centri commerciali il Sabato pomeriggio, ho potuto constatare cos'è che terrorizza, più d'ogni altra cosa, i miei "conprovinciali" viterbesi sulla prossima apertura dell'aeroporto.
Sgomberiamo il campo subito: nessuno teme, forse con senno (me compreso), per un catastrofico inquinamento ambientale: sarebbe stato peggio aprire un'acciaieria per esempio...
Neppure il necessario potenziamento delle infrastrutture con annesso rischio, qualora protratto oltremodo, dell'instaurazione di un cantiere continuo e, con esso, della probabile infiltrazione di "intermediari" poco raccomandabili, è il pensiero principale dei viterbesi.
La gente (ahimè) ha paura soltanto che l'aeroporto trasformi la città nientemeno che in un catalizzatore di extracomunitari o cinesi o chi per loro...
Insomma, più che di infrastrutture o di collegamenti, la gente delle mie parti avrebbe bisogno di scrollarsi di dossi il provincialismo spicciolo e xenofobo che davvero è stato l'unico e vero freno allo sviluppo di un territorio altrimenti accogliente e produttivo.
Qualità scarsa e contenuti ancora peggio, l'unica cosa decente di questo nostro booktrailer (girato durante una pausa dei nostri laboratori sull'ecomafia tenuti a Exposcuola 2007) è proprio "Chi è muto non parla".
A parte il deprezzato uso della “raccolta di firme”, pratica ormai impiegata da chiunque per chiedere ogni genere di cosa, dalla pulizia del pianerottolo condominiale alla salvaguardia del pthirus pubis (la piattola, per farla breve), dicevo, a parte questo, c’è qualcosa nell’operazione gazebo messa in piedi dall’armata berlusconiana che stride.
Si tratta sia di un cigolio “istituzionale” sia di un altro, più banale, dal sapore prettamente affaristico/mercanteggiante.
Istituzionalmente parlando, la pretesa di Forza Italia e dei berlusconiani di procedere ad una sorta di sfiducia all’attuale Governo sulla base di un meccanismo simil referendario, attraverso cioè la presentazione - a chi poi? - di 5 milioni di firme – e perché non 6 o 3? -, non solo non è previsto da nessuna legge della nostra Costituzione, ma oltretutto suona come una voluta forzatura del sistema democratico. Sembra quasi che gli autori della dichiarazione a caratteri cubitali, illuminata a dovere dalla plastica telematica del sito http://www.rivotiamo.it, non abbiano la benché minima idea delle regole costituzionali quando parlano di “chiedere che sia restituito subito al popolo sovrano il diritto di decidere il proprio futuro attraverso il voto”. Sì, esiste il dissenso di piazza e la possibilità di esprimerlo secondo i canali più opportuni, ma messo così, in questi termini, sembra quasi che Tizio o Caio, firmando, abbiano il potere materiale di decidere qualcosa circa le sorti del Governo.
Cari Tizio e Caio, vi rivelo un segreto: non funziona così.
Anzi vi dirò di più: occhio a questa architettura volutamente populista e vagamente partecipativa.
Guardate la foto iniziale del post: uno dei firmatari della campagna “Subito al voto!” è tal Duce Berlusconi… suvvia!
Non vi puzza di inutilità tutto questo darsi da fare?
Pensate a quale possa essere la differenza sostanziale fra la vostra firma, magari in buona fede, e quella fasulla del burlone di turno: affisse così, alla pari, quasi fossero inappellabili dichiarazioni di guerra, non pensate abbiano il sapore della commedia trash?
Allora date uno sguardo a queste indicazioni contenute qui, a pag. 2:
“Il Vostro impegno in questa circostanza è fondamentale: non Ti chiedo solo di firmare e di versare al partito una somma da uno a dieci euro, ma soprattutto di raccogliere almeno altre dieci firme, con relativo contributo, nella cerchia degli amici e dei conoscenti. Per facilitare la raccolta, dal 12 novembre sarà attivato il numero telefonico 163.600.22 chiamando il quale verrà certificata l’adesione all’iniziativa e addebitato, in modo automatico, il contributo di 1 euro”.
Ve lo dico in soldoni che così suona meglio: l’operazione gazebo serve solo a racimolare fondi per la segreteria del partito. Delle vostre bellicose intenzioni di spedire il governo Prodi a casa, gli organizzatori della manifestazione, se ne fregano.
Oltretutto, un paio di strumenti utilizzati per far cassa, sono parenti stretti degli stessi da cui, quotidianamente, magari cerchiamo di difenderci.
Il più evidente è il numero telefonico: non somiglia ai famigerati 199 o 144 che magari in casa abbiamo inibito per timore di potenziali truffe telefoniche?
Fatevi un conto, mettiamo che l’operazione superi ogni aspettativa e che ai 5 milioni di firme corrispondano altrettanti oboli da 1 euro… 5 milioni di euro senza batter ciglio andrebbero dritte dritte… già, dov’è che andrebbero dritte dritte?

Arrivederci pissi pissi. Ti voglio bene.
Pix
... se ci aspettate, fra qualche giorno metteremo on line un book-trailer di "Chi è muto non parla" veramente speciale...
... per non dire poi del documento filmato su...
Stay tuned !
Una veggente, tempo fa, mi rivelò il futuro del Governo Prodi.
Mi disse che fino al 28 Ottobre 2008 non sarebbe caduto proprio un bel niente, mentre invece dopo quella data...
Alla mia domanda sul perché mai il 28 Ottobre 2008, la maga mi disse, in pieno stile Sibilla Cumana:
"Tu, quando andrai in pensione?" e se ne andò lasciandomi con il dubbio.
Dubbio che oggi, finalmente, ho però risolto: il 28 Ottobre 2008 è infatti la data oltre la quale l'attuale legislatura, la XV, supererà i 30 mesi di vita, tempo minimo necessario ai signori deputati e senatori per maturare il diritto alla pensione.
Nel frattempo, dovremmo abituarci a mastellate d'ogni sorta e dinate ad ogni angolo.
... ma in fondo maghi e furfanti hanno sempre fatto fortuna in Italia, no?
Poco fa abbiamo dato il benvenuto al buon Jazz a casa di Stef; ora è il turno del piccolo Cleophas (detto anche Vercinge...) che è venuto ad aggiungersi alla nostra famiglia di gatti (più una "cana"): lo gnomo è più in forma che mai!

Pix
Elenco parziale e del tutto arbitrario delle prime cose che mi saltano in mente, con le voci disposte in ordine sparso:
Scommetto che almeno una cosa tra queste in comune con Stef ce l'ho ;-)
Pix
Si lamentano degli zingari?
Guardateli come vanno in giro a supplicare l'elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi.
L'Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all'Italia?
Fabrizio De André
Ero una bambina e mio padre lavorava in Scozia quando sentii per la prima volta i Police. Cantavano "De Do Do Do, De Da Da Da", in un tempo in cui, nelle strade di Edimburgo, i ragazzi vestivano punk e avevano le creste fucsia sulla testa. Io ero troppo piccola sia per i concerti dei Police che per quelli dei Clash.

Poi gli anni passarono e i Police anche. Li incontrai di nuovo quando conobbi il mio amore, che era rimasto loro fan dall'infanzia attraverso tutta l'adolescenza. Ma a quei tempi, ahimè, del gruppo non erano rimasti che litigiosi frammenti. Io in quel periodo ascoltavo quasi esclusivamente musica grunge (non è che sia cambiato poi molto negli anni) e adoravo i suoni di Nirvana, Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Soundgarden, Alice in Chains... naturale che trovassi i Police troppo "saltellanti". Ma per osmosi qualcosa passò: a me i Police, a lui i Pearl Jam.
Non avrei mai immaginato, quando nell'82 mettevo il 45 giri di "De Do Do Do, De Da Da Da" nel mio mangiadischi rosso (alternandolo con le sigle di Goldrake, Mazinga Zeta e Capitan Harlock), che un giorno, tanti anni dopo, li avrei visti suonare dal vivo, quei tre ragazzi saltellanti con la maglietta a righe. Non immaginavo che mi sarei emozionata alle prime note di "Message in a bottle".
Ieri sera a Torino è andata in scena una leggenda. Copeland, Summers e Sting sono ancora capaci di dare qualcosa di grande. Tutti e tre insieme.
Pix

Non ho mai camminato per le vie di Yangoon. Non sono mai stata in Birmania, mi sono solo avvicinata al confine. Ma ho visitato il Laos, la Thailandia, in Nepal e il Tibet. E ho visto i monaci sfilare con le loro tonache rosse lungo le strade di Luan Phrabang, ho distribuito il riso, la mattina, e ho appiccicato le sfoglie d'oro sulle statue del Buddha. Mi sono inginocchiata con loro, ho deposto fiori di loto e li ho visti partecipare a canti, preghiere e animate discussioni teologiche.
Li ho visti non reagire alle provocazioni del governo cinese in Tibet, sempre con la loro quiete e il sorriso gentile. Non sono buddhista, ma rispetto profondamente questa filosofia. Penso che, anche non condividendone i principi di base, il modo che queste persone hanno di proporsi agli altri sia quanto di più bello possa esserci. E penso che dovrebbe essere un esempio anche per chi segue una religione diversa.
Visitare un monastero buddhista è un'esperienza che, in genere, è capace di regalare serenità e pace.
E' per questo e per molte altre ragioni che il mio cuore adesso è nelle strade di Yangoon, accanto a chi protesta e rischia la vita per la libertà.
Pix
"Ogni cosa è nulla senza la pace"
Pix

Okkio che Annie sta tornando.
Sabato 29 esce il suo nuovo e scintillante "Songs of Mass Destruction".
Intanto, ascoltatevi (e vedetevi) il singolo estratto, il bellissimo "Dark Road".
... che si vede che sono un suo fan?
Ancora Mazza dal TG2:
"... e se un giorno, un brutto giorno, qualcuno mi dicesse che mio nonno, se avesse avuto cinque palle, sarebbe stato un flipper?"

Il 19 settembre 1982, su un messaggio apparso in una BBS del Carnegie Mellon University, lo sconosciuto Scott E. Fahlman utilizzava la prima emoticon della storia.
Il buon Scott, notato come sovente un commento umoristico scritto all'interno di una frase non veniva preso per tale, s'inventò il classico :-) proprio per sottolinearne l'ironicità.
Assolutamente inconsapevole della rivoluzione che stava lanciando, Scott neppure conservò il testo di quel famoso messaggio che invece, poco dopo, fu recuperato da un salvataggio su nastro.
E così... tanti auguri emoticons 

aeroporto
africa
aidan sweets
alleanza nazionale
america
annie lennox
ansa
appelli
argentina
arpanet
bagagli
beatles
berlusconi
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